Molto spesso ascolto musica... in ufficio, in casa, in palestra, in auto..
Anzi, posso dire con certezza che sono veramente pochi i momenti del giorno in cui non ascolto musica...
Di qualunque genere sia, basta che mi risulti piacevole.
In qualche modo mi rilassa, e cosi facendo, "nasconde" tutto quello che c'è intorno...
Ehm, lo so che in auto questa cosa non è proprio un bene, tant'è vero che, da qualche tempo faccio lo sforzo e metto piano!
Insomma, un sottofondo anche leggero c'e sempre.
Non aspettatevi musica rilassante sia chiaro.. quando Mike Portnoy si da da fare con le bacchette, di rilassante c'e ben poco, garantito!
Beh, ieri sera ascoltavo l'album di
Giovanni Allevi mentre sfogliavo le prime pagine di un libro di programmazione.
Joy, un album molto bello ed intenso.
Stranamente il pianoforte più di altri strumenti musicali mi fa pensare al pentagramma e alla notazione.
E dire che di partiture per orchestra ne ho viste parecchie in un passato nemmeno non troppo remoto.
Eppure l'associazione mi risulta quantomai automatica. Pianoforte --> pentagramma.
Mentre le note di Panic si diffondevano dalle cuffie, ieri sera leggevo:
"There is no simplification or abstraction of the score. Musicians just know what a piece of music does by reading its score."
PS: lo so da me che un libro di programmazione non è alla pari di un qualsiasi romanzo di Ken Follet o di Robert Jordan, specie se letto prima di addormentarsi!
Ma alle volte ci sono tanti (troppi) motivi dietro una scelta.